LA STORIA (ASSURDA) DELLE PROTESI CAPILLARI IN ITALIA: IL RITORNO DEI VENDITORI DI FUMO NEGLI ANNI ’90
C’è stato un tempo in cui perdere i capelli significava affidarsi a trapianti raccapriccianti e soluzioni che facevano più paura di un film horror anni ‘80: l’“effetto bambola” era una certezza, non un rischio. Poi sono arrivati i maghi del capello, con le loro promesse da palcoscenico e risultati degni di una gomma d’auto spiaccicata sulla testa.
Ma la vera rivoluzione è arrivata con le protesi personalizzate ed importate, ordinate dal divano come una pizza con extra mozzarella. Finalmente, la libertà capillare era a portata di clic!
Peccato che, oggi, stia tornando di moda l’illusionismo tricologico: vecchie tecnologie mascherate da innovazioni “spaziali” e vendute a prezzi da razzo. Ma sotto quei nomi altisonanti si nasconde sempre lei: la solita “V loop” da Cinecittà.
Il consiglio? Non fatevi incantare. Informatevi, acquistate consapevolmente e ricordate: i vostri capelli meritano rispetto, non magie da salotto.

